Fotografie "rubate". Street Photography.

Giorni fa leggevo una discussione interessante su Facebook. 
Tutto nasceva dalla considerazione di un Fotografo il quale sosteneva che 
non esistono "fotografie rubate". 
Comunemente si dice "ho rubato una foto" quando si fotografa qualcuno a sua insaputa, quando di nascosto si "rapisce" un attimo, un'emozione, un gesto di una persona che ne è ignara in quel momento (quello che accade molto spesso nella street).
Su queste questioni da "filosofia della fotografia" mi prende la scimmia ed inizio ad arrovellarmici per giorni!
Ma si può rubare un'istante? 
Si può rubare un'azione? 
Si può rubare un'espressione del cuore?
Questa è la mia conclusione: 
se con "rubare" si intende fare una fotografia senza interagire con la scena ed i soggetti, senza alterarne in alcun modo lo svolgimento o condizionarlo. Se "rubare una foto" vuol dire scattare a "la sauvette", essere spettatori e documentatori infallibili,
raccontare la propria storia 
allora si:
"gli scatti rubati" esistono. 

E sono rubati solo al tempo, che finirebbe col farli sbiadire fino a sparire.


Alcuni scatti che ho "rubato" in questi mesi:

Laigueglia 2015

Torino 2015
Torino 2015
Alassio 2015












Neive e Barbaresco

Qualunque sia la stagione, qualunque siano le condizioni meteo, la Langa riesce sempre a regalare "quadri" di straordinaria bellezza. Nonostante oggi ci fosse il sole velato e il cielo biancastro lo spettacolo dei colori autunnali è stato magico....


Neive

Neive  

Barbaresco

Barbaresco

Tra Neive e Barbaresco

Cuneo notturna

A volte mi basta poco per divertirmi:
un paio di buoni amici, una macchina fotografica ed un 14 mm :-)




Il Cedro del Libano, La Morra.

Lui è lì da più di un secolo...
Vecchio, maestoso, saggio.
Troneggia e domina dall'alto della sua collina una buona fetta di Langa.
Fu piantato nel lontano 1856, dono di nozze con lo scopo di simboleggiare 
due grandi amori: quello che univa tra loro gli sposi e
quello provava una famiglia per quel meraviglioso e magico territorio.




Passi sulla sabbia


I nostri passi si imprimevano 

nella sabbia, lasciando 
una doppia serie di impronte,

[...]
Ciascuno di quei passi 
rappresentava 
un giorno della mia vita. 
Allora mi fermai e mi voltai 
per guardare tutte quelle tracce 
che si perdevano lontano. 
[...]

(Anonimo brasiliano)




It's a raining day

Cuneo, giornata di pioggia... anche un po' freddina direi. Dovremmo essere all'inizio della primavera ma sembra più una mattina, scura, di novembre.



La strada dei Santuari.

Esiste una strada che traccia una linea tortuosa proprio al di sopra delle Cinque Terre. E' una strada conosciuta ai turisti, agli amanti della natura, a chi cerca un po' di pace e prende il nome dal fatto che collega tutti i Santuari che si affacciano sul mare in quello splendido tratto di costa ligure.
Per farvi capire di cosa stò parlando vi mostro qualche foto catturata alla fine dell'estate.

Il promontorio qui ritratto è Punta Mesco che divide Monterosso al Mare (l'ultima delle Cinque Terre andando verso Genova) da Levanto.




TRACCE UMANE (Urban Exploration). Manicomio di V.

Torno dopo molto tempo con post sull'esplorazione urbana... un manicomio in disuso da anni visitato quest'estate. Ho scelto un bianco e nero molto contrastato, drammatico perché non poteva essere altrimenti. Perché non c'è gioia in questi posti, non c'è mai stata e mai ci sarà e lo si percepisce nel silenzio, nell'odore di vecchio delle stanze....
Buona visione!